J-painting

In questa sezione verranno presentate alcune opere pittoriche di grandi artisti internazionali, che hanno reso il jazz quale “main theme” della propria  vena artistica. Le opere saranno presentate da Armando Ginesi, esperto delle avanguardie stroriche del Novecento europeo. Professore emerito di Storia dell’Arte, già Ordinario presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Abilitato anche all’insegnamento di Estetica. Autore di 182 pubblicazioni scientifiche e di oltre mille fra articoli e presentazioni critiche in catalogo. Ha collaborato con la Biennale di Venezia, con la Bienal Internacional del Deporte en las Bellas Artes di Madrid e di Barcellona e con l’Instituto de Cultura Hispanica di Madrid diretto da Luis Gonzàlez Robles.

Il primo artista che viene posto all’attenzione è Leo Meiersdorff.

Ringraziamo la cortese gentilezza di sua moglie Jennifer che ha messo a disposizione le opere del compianto Leo.   Quest’ultimo, nel corso della sua prolifica vita artistica ha vissuto ha New York e a New Orleans, ed ha applicato la sua arte figurativa anche per numerose cover di album storici di numerosi Maestri della Storia del Jazz (es. Thad Jones, Mel Lewis, Gene Krupa, Earl Hines, Zoot Zims, Cozy Cole, Buddi Tate, Ken Davern, Jonah Jones, Eddie Condon e moltri altri).

http://www.leomeiersdorff.com/                                                            Descrizione critica di presentazione.Tuba_Jazz_600_new

Aleggia una certa atmosfera espressionista di tipo caricaturale, come se attraversassero le anime di Daumier, di Derain , ma anche di Kandinskij col suo sposalizio fra note e colori, musica e pittura. L’aggettivo “caricaturale”, riferito all’espressionismo, si richiama all’origine della parola che deriva dal verbo “caricare”, cioè accentuare. Il che era proprio della poetica espressionista. E anche di quella letteraria e teatrale di Bertolt Brecht. Daumier non se la sarebbe certo presa se si fosse usata questa aggettivazione per il suo più che magistrale lavoro. Anzi. E così Mino Maccari, per venire più vicino a noi temporalmente, in area espressionista mediterranea e più propriamente italiana. Derain caricava segni, forme e colori ed ancor più di lui, Van Dongen e gli stessi Pechstein e Schmidt – Rottluf. I colori ad acquarello di Leo Meiersdorff sono squilli, suoni musicali che vengono fuori dalla superficie cartacea per arrivare all’udito. Come una elementare sinestesia (vista e udito) a dire che lo spirito scegli i linguaggi che più gli aggradano per dialogare con le anime. Le nostre.

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